Familiari di prigionieri politici
in Venezuela si sono incatenati davanti a un importante centro
di detenzione preventiva gestito dalla Polizia nazionale
bolivariana (Pnb) noto come Zona 7, nella zona est di Caracas,
per chiedere la liberazione immediata dei propri congiunti.
La radicalizzazione della protesta, avviata ieri notte,
arriva dopo oltre un mese di presidio continuo per il mancato
rispetto delle promesse di scarcerazione. I manifestanti
denunciano l’ennesimo rinvio da parte delle autorità, in
particolare dopo le dichiarazioni del presidente del Parlamento,
Jorge Rodríguez, che una settimana fa aveva assicurato la
liberazione dei detenuti tra martedì e venerdì di questa
settimana. Il termine è però scaduto senza che alcun prigioniero
sia stato rilasciato dalla struttura.
Nelle ultime ore, i familiari hanno anche denunciato la
sospensione delle visite programmate, interpretata come un
tentativo di intimidazione per indebolire la mobilitazione.
Alcuni hanno riferito di gravi problemi di salute tra i detenuti
e di un’assistenza medica insufficiente, ribadendo l’intenzione
di restare incatenati “finché non saranno liberati”.
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