La leader dell’opposizione
venezuelana, Maria Corina Machado, ha assicurato oggi che
rientrerà in Venezuela “appena possibile” e che il suo ritorno
“sarà coordinato” con il governo statunitense. Intervenendo oggi
da remoto da un luogo non specificato alla Conferenza sulla
sicurezza di Monaco, la Machado ha sottolineato l’importanza
dell’operazione americana nel mutare gli equilibri politici a
Caracas, auspicando un ruolo costruttivo nelle prossime fasi
della transizione politica del Paese.
“Se Delcy Rodriguez resta, nulla cambierà veramente. Non ci
sarà nessuno stato di diritto, fiducia né stabilità”, ha
avvertito la leader dell’opposizione riferendosi alla presidente
incaricata, dopo l’operazione degli Stati Uniti a Caracas con
l’arresto di Nicolas Maduro e della moglie. La permanenza
dell’ex vicepresidente di Maduro al governo frena “l’avanzamento
della democrazia”, ha detto Machado, poiché per la sua
appartenenza al regime “non rappresenta il popolo venezuelano”,
mentre l’obiettivo politico resta l’avvio di un processo di
transizione reale.
Interrogata sulla recente liberazione di alcuni oppositori,
Machado ha assicurato che “è un segno delle crescente pressione
interna”, tuttavia evidenziando che “centinaia di persone
restano ancora in carcere” e criticando la lentezza delle
riforme e le difficoltà nel garantire la piena liberazione dei
dissidenti.
Riguardo poi a Juan Pablo Guanipa – leader di Primero
Justicia, che con il partito Vente Venezuela cui appartiene
Maria Corina Machado fa parte della Piattaforma Unitaria
Democratica – arrestato di nuovo questa settimana, la leader
dell’opposizione ha rilevato: “E’ agli arresti domiciliari, con
la sua casa circondata da personale di sicurezza”, denunciando
la “continuità della repressione” nonostante le aperture
politiche.
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