L’oppositrice venezuelana Magalli
Meda ha denunciato che un gruppo di uomini armati e civili ha
fatto irruzione nella sua abitazione a Caracas proprio mentre il
Parlamento approvava la nuova legge di amnistia. Meda, già
responsabile della campagna elettorale di María Corina Machado,
ha riferito sui social che 16 uomini, arrivati a bordo di sei
camionette, sono entrati in casa “per distruggere, portare via o
persino collocare ciò che vogliono”, lasciando poi sulla porta
cartelli con le scritte “assicurato” e “sequestrato”.
La dirigente ha definito l’episodio un segnale inequivocabile
che “qui non ci saranno amnistia, né libertà, né proprietà, né
prosperità” finché, a suo dire, il governo continuerà a gestire
la misura senza un reale intento di riconciliazione. Meda, che
si trova all’estero dopo essere stata in passato rifugiata per
oltre un anno nella residenza dell’ambasciata argentina a
Caracas, ha ricordato che la sua abitazione era già stata
perquisita e saccheggiata nel maggio 2025 e che il giorno
successivo era stata presa di mira anche la casa di sua madre.
La legge di amnistia, approvata giovedì e presentata
dall’esecutivo come uno strumento per liberare centinaia di
detenuti politici, ha suscitato forti perplessità tra
opposizione e organizzazioni per i diritti umani, che temono
un’applicazione selettiva.
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