Il ministro degli Esteri
cileno, Alberto Van Klaveren, ha definito “inaccettabili” e
“contrarie alla prassi diplomatica” le recenti dichiarazioni
dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Cile, Brandon Judd, in
merito alla revoca dei visti al ministro dei Trasporti e delle
Telecomunicazioni, Juan Carlos Muñoz, e altri due alti
funzionari del governo del presidente Gabriel Boric.
Dopo una riunione a La Moneda con i ministri competenti, Van
Klaveren ha respinto come “assolutamente false” le imputazioni
di Washington, secondo cui autorità cilene avrebbero messo a
rischio la sicurezza regionale e le infrastrutture di
telecomunicazione. “Nessun funzionario dello Stato cileno ha
collaborato o adottato misure che compromettano la sicurezza del
Paese, della regione o di altri Stati”, ha affermato il capo
della diplomazia ripreso dai principali media cileni.
Il ministro ha riconosciuto che, in base al diritto
internazionale, ogni Paese è sovrano nel concedere o negare
visti, ma ha avvertito che “non è accettabile utilizzare questo
strumento come forma di pressione o minaccia”. “Non è così che
due Paesi amici e alleati strategici, con oltre 200 anni di
relazioni, affrontano una divergenza”, ha concluso, ribadendo il
rifiuto di una decisione giudicata “arbitraria e priva di
fondamento”.
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