È finita in bagarre, tra le urla
“fascisti” e vergogna” la seduta del Consiglio comunale di
Milano, dove centrosinistra e centrodestra si sono attaccati
sull’iniziativa del Remigration Summit che si terrà in piazza
Duomo il 18 aprile. Tutto è iniziato con la vicesegretaria della
Lega Silvia Sardone che ha preso la parola in aula contro la
decisione della presidente del Consiglio comunale, Elena
Buscemi, di presentare un ordine del giorno contro l’iniziativa.
“Il termine remigrazione arriva da Remigration che significa
rimpatri – ha detto Sardone -, noi vogliamo rimpatriare coloro
che non hanno alcun diritto a stare nel nostro paese, chi viene
nella nostra città e delinque. I primi ad essere in piazza
saranno gli immigrati perbene che si sono rotti le scatole della
situazione che c’è anche nella nostra città. Ho sentito parlare
di razzismo e fascismo ma l’unico che vedo è quello rosso”.
A stretto giro è arrivata la replica della presidente
dell’aula. “La Lega, e il suo segretario Salvini, giocano con le
parole e tendono a fare confusione: io non autorizzo né vieto
niente a nessuno, non è nelle mie prerogative – spiega Buscemi
-, pongo un tema politico all’aula e chiedo che si esprima
formalmente su una manifestazione che veicola messaggi in
contrasto con la Costituzione. Milano e l’Europa hanno già
conosciuto alla fine degli anni 30 le deportazioni”.
La Lega a questo punto avrebbe voluto replicare di nuovo ma
nel frattempo è stata chiesta le chiusura della seduta e così è
scoppiata la protesta del centrodestra in aula, con grida e urla
verso la maggioranza, “fascisti” e “vergogna” .
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