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Rosa (Aibe): “Per Unicredit vero bivio non è tra Santander e Bpm, ma tra due modelli di consolidamento bancario”

Redazione Notizie Italia di Redazione Notizie Italia
22/09/2026
Rosa (Aibe): “Per Unicredit vero bivio non è tra Santander e Bpm, ma tra due modelli di consolidamento bancario”

Il vero bivio per UniCredit non sarebbe soltanto quello tra Banco Bpm e Santander, ma tra due diverse idee di consolidamento del sistema bancario europeo. Da una parte la costruzione di un grande gruppo realmente paneuropeo, dall’altra un nuovo, significativo riassetto del mercato bancario italiano. È questa la lettura dello scenario che si sta delineando attorno alla banca guidata da Andrea Orcel secondo Guido Rosa, presidente dell’Associazione italiana banche estere (Aibe), che ne ha parlato all’Adnkronos.

Nei giorni scorsi Mediobanca ha ipotizzato, in un report dedicato alle prospettive del consolidamento bancario europeo, una possibile combinazione tra UniCredit, Commerzbank e Santander. Parallelamente, sono emerse indiscrezioni su un possibile intervento congiunto di UniCredit e Crédit Agricole su Banco Bpm.
“Se l’operazione su Commerzbank arrivasse a compimento e UniCredit guardasse successivamente a un grande gruppo come Santander, ci troveremmo di fronte a un esperimento senza precedenti per dimensioni e articolazione geografica”, ha osservato Rosa all’Adnkronos. Sarebbe, secondo il presidente di Aibe, “la costruzione di un operatore realmente paneuropeo, capace di confrontarsi su scala internazionale con i grandi gruppi americani”.
Uno scenario completamente diverso da quello che si aprirebbe se Unicredit tornasse invece a concentrare la propria attenzione sull’Italia e, in particolare, su Banco Bpm. In quel caso, ha sottolineato Rosa, il risultato sarebbe “un ulteriore e molto significativo riassetto degli equilibri bancari nazionali”.

LO SCENARIO NAZIONALE: IL CAPITOLO BANCO BPM PIACE AL MERCATO

Proprio sul possibile nuovo capitolo della partita per il Banco, con il ritorno di fiamma di Unicredit, che si è concentrata la giornata di Borsa, con il titolo di Bpm in grande spolvero a un +4,30%. “La reazione del mercato è abbastanza logica: su Banco Bpm il mercato vede la possibilità di un vero premio da operazione straordinaria, che fino a questo momento non veniva prezzato”, ha detto all’Adnkronos Pietro Calì, Executive Partner di Copernico Sim. In breve, spiega Calì, “il mercato sta premiando uno scenario alternativo a Mps”. Ma si tratta di speranze e possibilità, è ancora tutto da costruire.

UNICREDIT-CRÉDIT AGRICOLE, UNA BELLA PROSPETTIVA MA IL DIALOGO ANCORA ALLO STATO EMBRIONALE

Secondo fonti interpellate dall’Adnkronos il dialogo tra Unicredit e Credit Agricole è ancora embrionale, con i due gruppi impegnati a valutare se esistano effettivamente i presupposti strategici per procedere oltre.La prudenza sarebbe legata anche al recente confronto tra UniCredit e Banco Bpm sull’Ops lanciata dalla banca guidata da Andrea Orcel, operazione che aveva incontrato una ferma opposizione da parte di Banco Bpm. Un precedente che rende particolarmente delicato il tema, anche per gli equilibri interni e per il ruolo del management della banca.
Le interlocuzioni, secondo le fonti, sarebbero quindi condotte con particolare cautela proprio alla luce degli equilibri maturati durante la vicenda dell’Ops. Interpellate dall’Adnkronos, Unicredit e Crédit Agricole hanno scelto la linea del “no comment”.
Il dossier italiano resta dunque aperto, ma senza fughe in avanti. E mentre il mercato osserva l’evoluzione dei rapporti tra UniCredit e Crédit Agricole, Orcel continua a indicare in Commerzbank il principale tassello della strategia europea della banca.

IL CAPITOLO COMMERZ E ORCEL CHE RIBADISCE: “UN SETTORE BANCARIO EUROPEO PIÙ FORTE È UNA NECESSITÀ”

Il messaggio del ceo di Unicredit è arrivato proprio oggi, nel corso dell’assemblea straordinaria degli azionisti. “Vediamo opportunità rilevanti e i progressi sostanziali compiuti negli ultimi mesi in relazione a Commerzbank ne rappresentano un esempio concreto”. La logica, ha spiegato il banchiere, rimane quella indicata fin dall’inizio: 2una crescita più forte e sostenibile degli utili e rendimenti coerenti con tale crescit”».Nel suo intervento, riportato dall’Adnkronos, Orcel ha legato esplicitamente il progetto di UniCredit alla più ampia questione dell’integrazione bancaria europea. “Un settore bancario europeo più forte e integrato non è soltanto auspicabile, ma rappresenta una necessità per la competitività del nostro continente” ha affermato.E in questo quadro, ha aggiunto, “Unicredit si trova in una posizione unica per cogliere tali opportunità”. Il continuo impegno su Commerzbank rappresenta, secondo Orcel, una manifestazione concreta di questa convinzione.”Nei prossimi mesi continueremo a canalizzare questa ambizione in un dialogo rigoroso e costruttivo con tutte le parti interessate, con l’obiettivo di conseguire il miglior risultato possibile”, ha proseguito il banchiere.

BERLINO E IL FATTORE MERZ

Sullo sfondo resta però il fattore politico tedesco, che potrebbe – strana eterogenesi dei fini – ridondare a favore di Unicredit. Le difficoltà del cancelliere Friedrich Merz, alle prese con la pressione crescente dell’AfD e con un quadro politico complicato, potrebbero contribuire a modificare ulteriormente l’atteggiamento di Berlino nei confronti dell’operazione UniCredit-Commerzbank.A sostenerlo, parlando all’Adnkronos, è Marta Degl’Innocenti, professoressa di Economia degli intermediari finanziari presso l’Università degli Studi di Milano. L’economista invita tuttavia a non stabilire un rapporto diretto tra le difficoltà politiche del cancelliere e l’evoluzione del dossier bancario.”Credo che il punto più rilevante sia il progressivo ammorbidimento della posizione del governo tedesco, che sembra essersi spostato dall’opposizione all’operazione alla discussione delle sue condizioni”, ha osservato Degl’Innocenti all’Adnkronos. Le difficoltà politiche di Merz, ha aggiunto, “potrebbero contribuire a questo quadro2, ma “non vedrei necessariamente un legame diretto”.

LA MANO DI POKER DI ORCEL

È dunque su più tavoli che si gioca la partita di Unicredit. Commerzbank resta il cuore del progetto di consolidamento europeo rivendicato da Orcel; Banco Bpm torna invece al centro delle ipotesi di riassetto domestico, con un dialogo ancora embrionale con Crédit Agricole. Sullo sfondo, la questione più ampia evocata da Rosa: capire se il sistema bancario europeo sia davvero pronto a superare i confini nazionali o se, anche nei grandi processi di consolidamento, continueranno a prevalere i diversi interessi dei singoli Paesi.

IL CAPITOLO COMMERZ E ORCEL CHE RIBADISCE: “UN SETTORE BANCARIO EUROPEO PIÙ FORTE È UNA NECESSITÀ”

Il messaggio del ceo di Unicredit è arrivato proprio oggi, nel corso dell’assemblea straordinaria degli azionisti. “Vediamo opportunità rilevanti e i progressi sostanziali compiuti negli ultimi mesi in relazione a Commerzbank ne rappresentano un esempio concreto”. La logica, ha spiegato il banchiere, rimane quella indicata fin dall’inizio: 2una crescita più forte e sostenibile degli utili e rendimenti coerenti con tale crescit”».Nel suo intervento, riportato dall’Adnkronos, Orcel ha legato esplicitamente il progetto di UniCredit alla più ampia questione dell’integrazione bancaria europea. “Un settore bancario europeo più forte e integrato non è soltanto auspicabile, ma rappresenta una necessità per la competitività del nostro continente” ha affermato.E in questo quadro, ha aggiunto, “Unicredit si trova in una posizione unica per cogliere tali opportunità”. Il continuo impegno su Commerzbank rappresenta, secondo Orcel, una manifestazione concreta di questa convinzione.”Nei prossimi mesi continueremo a canalizzare questa ambizione in un dialogo rigoroso e costruttivo con tutte le parti interessate, con l’obiettivo di conseguire il miglior risultato possibile”, ha proseguito il banchiere.

BERLINO E IL FATTORE MERZ

Sullo sfondo resta però il fattore politico tedesco, che potrebbe – strana eterogenesi dei fini – ridondare a favore di Unicredit. Le difficoltà del cancelliere Friedrich Merz, alle prese con la pressione crescente dell’AfD e con un quadro politico complicato, potrebbero contribuire a modificare ulteriormente l’atteggiamento di Berlino nei confronti dell’operazione UniCredit-Commerzbank.A sostenerlo, parlando all’Adnkronos, è Marta Degl’Innocenti, professoressa di Economia degli intermediari finanziari presso l’Università degli Studi di Milano. L’economista invita tuttavia a non stabilire un rapporto diretto tra le difficoltà politiche del cancelliere e l’evoluzione del dossier bancario.”Credo che il punto più rilevante sia il progressivo ammorbidimento della posizione del governo tedesco, che sembra essersi spostato dall’opposizione all’operazione alla discussione delle sue condizioni”, ha osservato Degl’Innocenti all’Adnkronos. Le difficoltà politiche di Merz, ha aggiunto, “potrebbero contribuire a questo quadro2, ma “non vedrei necessariamente un legame diretto”.

LA MANO DI POKER DI ORCEL

È dunque su più tavoli che si gioca la partita di Unicredit. Commerzbank resta il cuore del progetto di consolidamento europeo rivendicato da Orcel; Banco Bpm torna invece al centro delle ipotesi di riassetto domestico, con un dialogo ancora embrionale con Crédit Agricole. Sullo sfondo, la questione più ampia evocata da Rosa: capire se il sistema bancario europeo sia davvero pronto a superare i confini nazionali o se, anche nei grandi processi di consolidamento, continueranno a prevalere i diversi interessi dei singoli Paesi.

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