La presidente del Perù Keiko Fujimori
ha esortato il Congresso a definire la propria posizione sulla
lotta alla delinquenza, chiedendo di chiarire se stia “dalla
parte della violenza o dalla parte della pace”. L’appello segue
uno scontro avvenuto sabato tra alcuni senatori di sinistra e il
ministro dell’Interno César Astudillo, durante la discussione
per la concessione di poteri legislativi all’esecutivo.
La tensione è esplosa quando la senatrice Ruth Luque ha
accusato Astudillo di aver paura di riconoscere la necessità di
una profonda riforma della polizia. Le sue parole hanno
provocato la dura reazione del ministro e la solidarietà di
Fujimori, che ha denunciato un’aggressione verbale esprimendogli
“totale sostegno e gratitudine per il suo coraggio”.
Rivolgendosi all’opposizione, la presidente ha aggiunto che “se
vogliamo combattere e sconfiggere la delinquenza, è il momento
delle definizioni e dobbiamo sapere da che parte state, il
popolo peruviano ci giudicherà”.
Luque ha definito sproporzionata la reazione dell’esecutivo,
rivendicando il diritto di critica parlamentare senza aver
mancato di rispetto a nessuno. In sua difesa è intervenuto anche
il senatore Iber Maraví, secondo cui l’atteggiamento del
ministro ha fatto cadere la finta facciata democratica del
governo, accusato di usare la prepotenza per ottenere poteri
speciali a tutti i costi.
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