Ancora un colpo di scena nel processo di appello sui fondi riservati della Segreteria di stato vaticana, il cui principale imputato è il cardinale Angelo Becciu.
Il presidente della Corte di appello, monsignor Alejandro Arellano Cedillo, ha chiuso inaspettatamente il dibattimento e durante il quale hanno preso la parola per le controrepliche sia le difese sia le parti civili (Ior, Segreteria di Stato e Apsa) annunciando che “la Corte si riserva di deliberare” su tutte le questioni sollevate annullando così l’udienza di oggi, venerdì 6 febbraio, già programmata.
La Corte dovrà ora emettere una ordinanza sui vari punti sollevati: dalla richiesta di invalidare l’intero processo di primo grado, a quella di acquisire le carte del caso Striano, a quelle relative alle chat e agli omissis che hanno coinvolto Francesca Immacolata Chaouqui, Genoveffa Ciferri, mons. Alberto Perlasca e membri della Gendarmeria.
Ampio spazio quindi, alle controrepliche. Tra gli altri sono intervenuti, l’avvocato di Cecilia Marogna, Giuseppe Di Sera, secondo cui “questo non si può dire che sia un giusto processo”, affermazione cui si sono associati gli avvocati di altri imputati come Tommaso Di Ruzza, Renè Bruelhart, Nicola Squillace.
Per quanto riguarda le parti civili, tra gli altri, è intervenuto l’avvocato Elisa Scaroina per la Segreteria di Stato sostenendo che “i rescritti del Papa hanno natura normativa, nella forma e nella sostanza, dispongono sull’ordinamento”. “Le parole sono importanti – ha proseguito -, non abbiamo mai parlato di regime emergenziale o di scandalo, ci interessa la verità, ma ribadiamo l’esigenza di segretezza in quella fase del procedimento: una fase delicatissima, se quel rescritto fosse stato pubblicato avrebbe avuto ripercussioni su ciò su cui si stava indagando, parliamo del giorno in cui è stata presentata la denuncia dello Ior. Si parlava di vicenda che coinvolgeva l’attività finanziaria dello Stato vaticano”.
Per quanto riguarda il caso Striano, la legale ha sottolineato che al tribunale di Roma il processo non è ancora iniziato: “Rilevo che nessuna delle persone coinvolte nelle indagini è indagata, nessuno della Gendarmeria, nessuno dell’Ufficio del promotore di giustizia”. Tra le controrepliche anche quella del promotore di giustizia, Roberto Zannotti che ha spiegato che il pubblico ministero è parte dell’autorità giudiziaria e “il pm è indipendente da ogni potere”.
Sul caso Striano ha aggiunto: “Il procedimento italiano nulla ha che vedere con la questione in questo processo quindi la richiesta (di acquisizione degli atti dell’indagine italiana, ndr.) deve essere rigettata”. L’avvocato Settimio Carmignani Caridi ha sostenuto che “il fumus che il Papa si sia sbagliato non c’è perché sono seguite dopo delle norme coerenti”, “il Papa ha scelto una soluzione giusta, la situazione ce l’aveva ben presente, non è stato ingannato da nessuno”. Il procuratore aggiunto ha detto che se si vuole si può chiedere di intervenire per fare chiarezza al “Pontefice feliciter regnante”, chiaro riferimento a Papa Leone.
“Attendiamo il provvedimento sulle questioni di nullità trattate approfonditamente nelle ultime tre udienze. Pur ribadendo l’assoluta innocenza del cardinale e nonostante non si sia entrati nel merito delle accuse, non potevamo esimerci dal sottoporre alla Corte quelle che riteniamo chiare violazioni del diritto di difesa eccepite sin dal primo momento”. Lo dichiarano gli avvocati Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, difensori del cardinale Angelo Becciu.
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