È durato quasi cinque ore il
controesame a cui è stato sottoposto il maggiore dei carabinieri
Roberto Nicola Cara che ha firmato l’informativa finale
dell’indagine sulla quale si basano le accuse ai sei imputati
nel processo sui presunti ritardi nei soccorsi al caicco Summer
Love il cui naufragio ha causato, il 26 febbraio del 2023, 94
morti. Gli imputati di naufragio e omicidio colposo sono quattro
militari della Guardia di finanza e due della Guardia costiera.
L’avvocato Sergio Rotundo, difensore del colonnello Nicolino
Vardaro, all’epoca dei fatti comandante del Gruppo aeronavale di
Taranto, ha chiesto a Cara di chiarire la vicenda relativa
all’exit strategy di cui si parla in una chat tra ufficiali
della Finanza. In particolare il vicecomandante del Gan di
Taranto, Pierpaolo Atzori (non indagato) riferisce a Vardaro di
aver parlato con il comandante del Roan di Vibo Valentia Alberto
Lippolis, il quale “mi suggeriva di cominciare a pensare a una
“exit strategy”. L’obiettivo descritto da Atzori era “convergere
tutti verso una una decisione comune” per giustificare il
ritardo nell’uscita del pattugliatore d’altura Barbarisi dal
porto di Crotone avvenuto alle 2.30 del 26 febbraio quasi 4 ore
dopo l’avvistamento del caicco. In particolare il difensore ha
chiesto di chiarire se Vardaro dà ad Atzori una risposta a caldo
o fa una valutazione tecnica. “La risposta che dà Vardaro – ha
detto Cara – vincola l’uscita del Barbarisi ad una valutazione
del calcolo cinematico per non stressare l’equipaggio e perché
avrebbero impiegato un’ora ad intercettare il caicco. Su questo,
però, ci sono degli aspetti di dettaglio, il primo è la
relazione di un componente dell’equipaggio che dice che il
calcolo cinematico è stato fatto alle 2.30, ovvero quando il
pattugliatore è prossimo ad uscire; il secondo è relativo ad un
messaggio inviato alle 2.11 da Vardaro che dice ‘il Barbarisi
deve uscire ora’. Quindi sembra che ci sia un’urgenza e non è
un’uscita pianificata. E’ uscita in emergenza”.
L’avvocato poi ha chiesto se fosse stata acquisita
messaggistica successiva su “pianificazione di strategia per
sviare indagini” e Cara ha precisato: “io non ho mai parlato di
sviare le indagini sono loro che parlano di exit strategy, non
io”.
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