• Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy
Tech News, Magazine & Review WordPress Theme 2017
  • Home
  • Primo Piano
  • Cronaca Italiana
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Politica
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Primo Piano
  • Cronaca Italiana
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Politica
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Notizie-Italia
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Economia Italiana

Burocrazia lenta e imprese ferme, servono 200 giorni per un permesso edile

Redazione Notizie Italia di Redazione Notizie Italia
02/02/2026
Burocrazia lenta e imprese ferme, servono 200 giorni per un permesso edile

Sulla burocrazia esiste un paradosso tutto italiano: da una parte le norme sono le stesse su tutto il territorio nazionale, ma dall’altra parte da città a città le tempistiche medie della Pubblica Amministrazione cambiano, e non di poco.
Tale disomogeneità si traduce in inefficienza, incertezza e costi aggiuntivi per le imprese, configurandosi di fatto come una imposta occulta che frena gli investimenti e accentua le disuguaglianze territoriali.

La cattiva burocrazia frena le imprese
Il settore edilizio rappresenta uno degli esempi più evidenti: in Italia servono, in media, oltre sei mesi e mezzo (198 giorni) per ottenere una concessione edilizia necessaria alla costruzione di un capannone. Nel Regno Unito ne servono 110, in Irlanda 88, in Svezia 40 e a Malta 30. Un tempo già elevato quello italiano se confrontato con gli standard europei, ma che nelle grandi aree urbane peggiora sensibilmente.
Secondo le stime dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, a Milano e Napoli i tempi salgono a 7,2 mesi (220 giorni), a Torino si attestano a 210 giorni, mentre a Palermo arrivano a 205 giorni. Proprio nei territori dove la domanda di spazi produttivi è più intensa e la pressione sugli uffici tecnici è maggiore, la lentezza procedurale si trasforma in un vero collo di bottiglia.
I tempi della giustizia civile
Il quadro peggiora se si guarda al funzionamento della giustizia civile, in particolare alle procedure di insolvenza. A livello nazionale, la durata media per arrivare alla liquidazione di un’impresa insolvente è di 36 mesi (1.095 giorni). Tuttavia, anche in questo caso, le medie nascondono squilibri enormi.
A Milano, cuore finanziario del Paese, le imprese segnalano tempi che arrivano a 75 mesi, oltre sei anni (2.281 giorni). A Bari si toccano i 72 mesi (2.190 giorni), mentre a Roma si scende a 68 mesi (2.068 giorni). Meglio, ma comunque su livelli critici, Ancona, con 60 mesi (1.825 giorni).
Controversie commerciali
Anche la risoluzione delle controversie commerciali evidenzia ritardi. In Italia servono in media 600 giorni, circa 20 mesi, per chiudere una disputa tra imprese. Ma nelle grandi città i tempi esplodono: a Roma si arriva a 1.400 giorni, quasi quattro anni; a Bari e Reggio Calabria i tempi si attestano a 1.180 giorni, oltre tre anni. Più contenuti, ma comunque elevati, i dati di Ancona, Firenze e Napoli, tutte attorno ai 1.000 giorni.
Ritardi che incidono direttamente sui costi operativi delle aziende, aumentano il rischio d’impresa, e finiscono per scoraggiare molte realtà dal far valere i propri diritti.
La burocrazia pesa quanto le tasse
Nel dibattito sulla competitività delle imprese, l’attenzione si concentra spesso su fisco, costo del lavoro e accesso al credito. Molto meno considerata, ma altrettanto decisiva, è la qualità della burocrazia. Il problema non è l’esistenza delle regole, inevitabili in economie complesse, ma il loro cattivo funzionamento.
Procedure lente, adempimenti duplicati, sovrapposizioni normative e incertezza interpretativa generano costi opachi e imprevedibili, che non possono essere pianificati ex ante come un’imposta. Le imprese sono così costrette a destinare risorse ad attività difensive, sottraendole all’innovazione, alla crescita e all’occupazione.
L’impatto è inoltre asimmetrico: le grandi imprese riescono a diluire i costi fissi della complessità burocratica mentre le piccole e medie imprese sopportano un peso sproporzionato.
Ma la cattiva burocrazia danneggia gli stessi enti pubblici: l’accumulo di norme incoerenti favorisce comportamenti difensivi, moltiplicazione dei controlli e allungamento delle catene decisionali, senza un reale miglioramento della qualità delle scelte. La frammentazione delle competenze rende opaca l’attribuzione delle responsabilità, mentre una cultura amministrativa improntata al formalismo porta a privilegiare la correttezza procedurale rispetto ai risultati. Nel Mezzogiorno questi fenomeni risultano più diffusi.

Articoli Correlati

Borse, settimana dominata dal rally del petrolio e dalla crisi di Hormuz
Economia Italiana

Borse, settimana dominata dal rally del petrolio e dalla crisi di Hormuz

14/03/2026
Come funziona il deposito titoli di Poste Italiane e quanto costa davvero
Economia Italiana

Come funziona il deposito titoli di Poste Italiane e quanto costa davvero

14/03/2026
Italia preda della desertificazione commerciale, dal 2012 sono scomparsi 156mila negozi
Economia Italiana

Italia preda della desertificazione commerciale, dal 2012 sono scomparsi 156mila negozi

14/03/2026
BPER, JpMorgan Chase ha una partecipazione potenziale del 10%
Economia Italiana

BPER, JpMorgan Chase ha una partecipazione potenziale del 10%

13/03/2026
Succ.
Il patrimonio degli italiani è cresciuto, ma la ricchezza reale no: i motivi

Il patrimonio degli italiani è cresciuto, ma la ricchezza reale no: i motivi

Ultime Notizie.

Perché fare la spesa costa di più se l’inflazione è stabile in Italia?

Perché fare la spesa costa di più se l’inflazione è stabile in Italia?

25/01/2026
Fed, chi salva Powell: dalle banche centrali è “tutti per uno”

Fed, chi salva Powell: dalle banche centrali è “tutti per uno”

14/01/2026

Affitti brevi, il Governo impugna la legge dell’Emilia-Romagna

12/02/2026
Cuba, Trump e il piano per L’Avana: “acquisizione amichevole” e modello Venezuela

Cuba, Trump e il piano per L’Avana: “acquisizione amichevole” e modello Venezuela

28/02/2026
Europee, Ricci (Fi): «Presenza Tajani importante, volontà è dare valore alla nostra comunità»

Europee, Ricci (Fi): «Presenza Tajani importante, volontà è dare valore alla nostra comunità»

14/05/2024
  • Home
  • Primo Piano
  • Cronaca Italiana
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Politica

© 2023 Notizie-Italia.it

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Primo Piano
  • Cronaca Italiana
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Politica

© 2023 Notizie-Italia.it