La direzione nazionale del
Movimento al socialismo (Mas) ha annunciato l’espulsione del
presidente uscente della Bolivia, Luis Arce, accusandolo di
essersi appropriato dei contributi obbligatori versati dai
funzionari pubblici e militanti del partito.
La risoluzione, approvata oggi, dispone la “perdita di
fiducia politica e l’espulsione organica” di Arce per “condotte
contrarie ai principi e agli statuti del Mas”. Secondo il leader
del partito, Grover García, il capo dello Stato avrebbe
trattenuto per quasi tre anni i fondi che spettavano al Mas,
depositandoli in conti personali. “Gli abbiamo chiesto più volte
di regolarizzare la situazione, ma non lo ha mai fatto. Questi
contributi non sono mai arrivati alle casse del partito”, ha
denunciato García, che ha anche parlato di “tradimento” nei
confronti dei candidati e della base militante.
Per statuto, i funzionari pubblici devono versare al Mas una
quota mensile proporzionale al proprio salario che va dall’1% al
3% a seconda dello stipendio. La direzione del Mas presenterà
ora una denuncia formale alla giustizia ordinaria e questa
ennesima crisi segna una nuova frattura nel partito fondato da
Evo Morales, già diviso tra i sostenitori dell’ex presidente e
quelli del capo di Stato uscente riportano i principali media
boliviani.
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