Il presidente colombiano Gustavo
Petro ha deciso di denunciare Iván Mordisco, leader di un gruppo
dissidente delle Farc alla Corte penale internazionale (Cpi). A
confermarlo è stato l’avvocato del capo dello Stato, Alejandro
Carranza, spiegando che il dossier depositato all’Aja documenta
un “modello prolungato e sistematico di crimini di guerra e
contro l’umanità”, attribuibile ai vertici dell’organizzazione
armata guidata da Mordisco.
La decisione, resa nota dal sito all news colombiano Semana,
giunge a poche ore dalla diffusione di un video in cui il
guerrigliero ha convocato un “summit” con altri gruppi
paramilitari colombiani illegali, tra cui l’Esercito di
liberazione nazionale (Eln), la Segunda Marquetalia e l’Esercito
popolare di liberazione (Epl), per coordinare un fronte comune
contro l’operazione militare statunitense in Venezuela.
Secondo la difesa di Petro, le dissidenze delle Farc
rappresentano una struttura stabile, dotata di capacità di
alleanze transnazionali, responsabile di una violenza
sistematica che colpisce civili, comunità indigene e
afro-discendenti, contadini, leader sociali ed ex combattenti.
Per Carranza, il ricorso alla Cpi si rende necessario alla luce
delle difficoltà nel catturare i principali responsabili e della
crescente dimensione internazionale dei crimini contestati.
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