In Perù inizieranno venerdì 12 giugno
le udienze per il riconteggio delle schede relative ai verbali
contestati del secondo turno delle elezioni presidenziali. Lo ha
annunciato la Giuria nazionale delle elezioni (Jne), precisando
che ogni procedimento seguirà il calendario previsto dalla
normativa elettorale.
Secondo il portavoce del Jne, Jorge Valdivia, fino al 9
giugno erano già stati trasmessi 25 verbali con errori materiali
per il riconteggio fisico delle schede e quattro casi avevano
già ottenuto una data per l’udienza. Le contestazioni riguardano
principalmente firme mancanti, dati incompleti, errori
aritmetici, documenti illeggibili o irregolarità nella
compilazione dei verbali.
L’Ufficio nazionale dei processi elettorali (Onpe) ha
registrato sinora 1.615 verbali del ballottaggio di domenica
scorsa, equivalenti a oltre 400 mila voti, da trasmettere al
Jne. Il responsabile ad interim dell’ente, Bernardo Pachas, ha
inoltre confermato l’arrivo in Perù di circa l’80% dei verbali
provenienti dall’estero.
Secondo il Jne, la proclamazione definitiva del vincitore
delle elezioni presidenziali del 2026 dovrebbe avvenire a metà
luglio, una volta completate tutte le verifiche e risolti i
ricorsi pendenti. Al momento, con quasi il 98% delle schede
scrutinate, il candidato della sinistra, Roberto Sánchez,
mantiene un vantaggio inferiore a 10 mila voti sulla candidata
conservatrice Keiko Fujimori, pari ad appena lo 0,05% dei voti
validi.
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