Il Venezuela non è “né subordinato
né sottomesso” agli Stati Uniti. Lo ha ribadito la presidente ad
interim Delcy Rodríguez, respingendo le affermazioni del
presidente Usa Donald Trump secondo cui Washington eserciterebbe
il controllo sul Paese dopo la cattura di Nicolás Maduro.
“Nessuno si è arreso. Qui non governa alcuna potenza straniera”,
ha dichiarato Rodríguez, sostenendo che durante l’operazione
militare statunitense del 3 gennaio “c’è stata una lotta per la
patria”.
Le dichiarazioni sono state rilasciate nel corso di una
solenne cerimonia di promozioni e onorificenze presso
l’Accademia militare della Guardia nazionale bolivariana,
dedicata ai “martiri ed eroi” caduti e ai feriti che secondo il
governo sarebbero cento.
Rodríguez ha reso omaggio anche ai combattenti cubani,
definendoli “eroi della patria di Simón Bolívar”, e ha affermato
che “la patria è umanità” e non si fonda su “storie di traditori
o di codardi”.
Alla cerimonia, scandita da salve d’artiglieria, erano
presenti il ministro della Difesa Vladimir Padrino López e il
ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez, che ha parlato di
“sangue condiviso” tra i due popoli nella difesa della
rivoluzione bolivariana.
Le prese di posizione della presidente ad interim si
inseriscono in un clima di forte tensione politica e
diplomatica. Mentre il governo ha annunciato la liberazione di
alcuni detenuti, il processo risulta al momento sospeso proprio
mentre Caracas rafforza il coordinamento con L’Avana, storico
alleato del chavismo.
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