È stato condannato a 15 anni di
carcere in Venezuela Juan Francisco Alvarado, studente di
giornalismo arrestato per aver denunciato sui social network e
tramite l’app governativa VenApp lo sversamento di acque nere e
i continui guasti elettrici nella sua comunità. A darne notizia
è il Sindacato nazionale dei lavoratori della stampa (Sntp),
secondo cui al giovane vengono contestati i reati di incitamento
alla ribellione e all’odio.
Il processo si è svolto nello Stato di Cojedes, ma Alvarado,
nonostante sia un civile rimane detenuto in una base della
Guardia nazionale a Guanare, nello Stato di Portuguesa. Il
sindacato definisce il caso emblematico del cosiddetto
“pattugliamento cibernetico”, una pratica di sorveglianza
digitale che negli ultimi anni ha portato a numerosi arresti
arbitrari.
La sentenza arriva mentre il governo annuncia la
scarcerazione di alcuni prigionieri politici: secondo l’Ong Foro
Penale, 154 persone sono state liberate, ma circa 780 restano
detenute. Il Collegio nazionale dei giornalisti ha condannato la
decisione del tribunale, affermando che “non può esserci
riconciliazione senza una stampa libera.
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