Il ministero della Giustizia “appresa la notizia ha immediatamente richiesto una relazione al presidente della commissione di concorso sui fatti riportarti dagli organi di stampa”. Lo sottolinea lo stesso ministero sul concorso per notai, in merito al documento comparso ieri per pochi minuti sul sito del Consiglio nazionale del Notariato e poi rimosso in cui compaiono commenti accanto al nome dei candidati che hanno passato la prova con scritte del tipo “carina”, “Papa”, “fenomeno” e vari nomi di Santi.
“Ai sensi della normativa vigente – si sottolinea – al ministero della Giustizia compete solo la gestione amministrativa della procedura in termini logistici e di supporto amministrativo, ma non ha alcun potere di controllo e vigilanza sui lavori della commissione di concorso, né tantomeno sui comportamenti dei singoli componenti. La Commissione, del resto, è presieduta da un magistrato di Cassazione ed è composta da 9 magistrati, 9 notai e 6 professori universitari”.
Intanto il Consiglio nazionale del Notariato comunica di aver “avviato da subito le opportune iniziative e ribadisce la fiducia nell’operato delle autorità competenti che sapranno fare piena luce sulla vicenda”. Il Notariato esprime la propria vicinanza “a tutti i concorrenti che partecipano ad un concorso pubblico fondato sul merito”.
Infuria la polemica. “Quanto accaduto nel concorso notarile è semplicemente inaccettabile. La pubblicazione online di giudizi e commenti sui candidati non è una leggerezza: è un fatto gravissimo che getta un’ombra pesante sulla serietà, sull’imparzialità e sulla credibilità dell’intera procedura”, dichiara Fabrizio Benzoni, vice capogruppo di Azione alla Camera.
“Il punto centrale non è solo la diffusione impropria di dati, ma il contenuto di quelle annotazioni: espressioni e valutazioni che nulla hanno a che vedere con criteri oggettivi e che rischiano di mettere in discussione la terzietà e l’equità del giudizio. In un concorso pubblico – prosegue – soprattutto per l’accesso a una funzione così delicata, l’imparzialità non deve solo essere garantita, ma apparire indiscutibile”.
“Per questo presenterò un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia Carlo Nordio per accertare responsabilità precise, verificare se siano stati rispettati i principi di imparzialità e trasparenza e sapere quali provvedimenti immediati si intendano adottare. Non può bastare la rimozione del file: servono chiarimenti ufficiali e conseguenze concrete”, conclude.
Interviene anche il capogruppo di Avs in Commissione Giustizia della Camera, Devis Dori: “Per la serietà della pubblica amministrazione, per il ruolo nevralgico della figura del notaio, quello che è accaduto in occasione del concorso ha dell’incredibile e qualcuno ne deve rispondere. Intanto presenteremo un’interrogazione al ministro Nordio che siamo certi risponderà in tempi rapidi sull’accaduto”.







