Ascolta la versione audio dell’articoloGesto forte dell’Italia dopo la scarcerazione con una cauzione di 200mila franchi di Jacques Moretti, proprietario del Constellation e indagato per la strage di Capodanno a Crans-Montana, dove sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite: la Farnesina sta per richiamare a Roma l’ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado per definire le ulteriori azioni da intraprendere. Una presa di posizione condivisa dai familiari delle vittime.I familiari delle vittime: «Il governo italiano ha fatto bene»«Ci fa piacere il forte intervento del governo italiano» racconta Umberto Marcucci – padre di Manfredi, uno dei feriti ricoverati a Niguarda – «C’è un senso di frustrazione sulla decisione» ha spiegato Marcucci. Da un lato «la Confederazione sembra mandare un messaggio che va in una direzione con il Presidente che ascolta i familiari delle vittime, e dall’altra non si percepisce la volontà di riabilitarsi dopo questa tragedia», prosegue, «come se volesse nascondere la polvere sotto il tappeto», L’auspicio dell’uomo è che si indaghi a tutti i livelli, appurando «le responsabilità anche dei funzionari del Comune di Crans-Montana». Dalla Svizzera, secondo Marcucci, ci sono stati «tanti segnali non positivi, come la cifra della cauzione» di Moretti: 200mila franchi. «Se vuoi mandare un messaggio e tenerlo in carcere, devi stabilire una cauzione molto alta in modo che non possa arrivare qualcuno a pagarla» ha aggiunto. Ora però «Non si torna indietro», perchè Moretti è libero. Una situazione che fa male non solo alle vittime italiane e ai loro familiari. «Ci sono tante famiglie svizzere che stanno subendo un danno dalle autorità del loro Paese», ha concluso il padre del ragazzo ustionato.Loading…Anche i familiari di Chiara Costanzo – morta nel rogo di Crans-Montana – sono «sgomenti» dopo la scarcerazione di Moretti. «Non è concepibile una cosa di questo tipo. Questo provvedimento è assurdo, è fuori da ogni logica umana» ha detto Andrea Costanzo al Tg 3, aggiungendo di di avere «molta fiducia nel fatto che le autorità esercitano una pressione adeguata». Pietro Costanzo, lo zio di Chiara, lancia un’appello «alla Federazione Italiana Sport Invernali: siccome settimana prossima ci sono le gare di sci a Crans-Montana, non presenti gli atleti». «Sarebbe una bella forma di protesta, di sdegno», ha detto intervistato dal TgR Lombardia, scettico sulla possibilità di ottenere giustizia: «fintanto che la sede processuale è nel Vallese ho dei seri dubbi».Il presidente della Confederazione elvetica: «La politica non deve interferire»Il presidente della Confederazione elvetica Guy Parmelin – che ha incontrato a Crans-Montana i familiari delle vittime italiane del rogo – in un video pubblicato sul sito del quotidiano Blick, risponde così alla decisione di Tajani e Meloni: «Possiamo comprendere l’indignazione, ma in Svizzera abbiamo procedure diverse da quelle italiane e i due sistemi giuridici non vanno sovrapposti». Per questo «dobbiamo rispettare la separazione dei poteri e la politica non deve interferire», ha proseguito Parmelin, sottolineando che «la giustizia deve svolgere le sue indagini in modo trasparente e pagare eventuali errori. La stessa cosa vale sul piano politico».Palazzo Chigi: «Viva indignazione»Dopo la scarcerazione di Moretti il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno dato istruzione al diplomatico di prendere immediatamente contatto con la procuratrice generale del Canton Vallese Béatrice Pilloud per rappresentarle la «viva indignazione» del Governo e dell’Italia di fronte alla decisione del Tribunale delle Misure Coercitive di Sion di rimettere in libertà Moretti: scelta avvenuta «nonostante l’estrema gravità del reato di cui è sospettato, le pesanti responsabilità che incombono su di lui, il persistente pericolo di fuga e l’evidente rischio di ulteriore inquinamento delle prove a suo carico». «Una decisione – si legge in ua nota di Palazzo Chigi – che rappresenta una grave offesa e una ulteriore ferita inferta alle famiglie delle vittime della tragedia di Crans-Montana e di coloro che sono tuttora ricoverati in ospedale. L’Italia tutta chiede a gran voce verità e giustizia, e chiede che a ridosso di questa sciagura vengano adottati provvedimenti rispettosi, che tengano pienamente conto delle sofferenze e delle aspettative delle famiglie».






