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Crosetto: ‘Ho scritto due volte a Giorgetti sul fondo ‘Safe’, attendo risposta’

Redazione Notizie Italia di Redazione Notizie Italia
15/05/2026
Crosetto: ‘Ho scritto due volte a Giorgetti sul fondo ‘Safe’, attendo risposta’

Il Consiglio dei ministri dura meno di un quarto d’ora. E fila via liscio, nonostante più di quaranta minuti di attesa dei ministri in sala. Mancano Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani, che si vedono tra di loro prima della seduta. Non un “vertice”, ci tengono a sottolineare dai piani alti del governo, ma “normale confronto informale”, come si fa tra presidente del Consiglio e vicepremier. Che si trattengono anche dopo la riunione a Palazzo Chigi, così come fa il ministro della Difesa Guido Crosetto.
È lui “la notizia” del giorno in realtà, perché rende pubblico il pressing sul collega Giancarlo Giorgetti (con cui raccontano abbia conversato a lungo, i toni distesi, in attesa del Cdm) per sapere se entro fine mese potrà firmare, o meno, alcuni accordi per nuovi investimenti sulla Difesa da finanziare con Safe, il prestito europeo a condizioni più che vantaggiose pensato per accelerare la spesa. Nessuno conferma se i tre leader del centrodestra, prima della riunione del governo, abbiano affrontato quel dossier, così come quello delle nomine, aperto terreno di scontro tra alleati. Ma certo a sera nessuno scommette su un accordo fatto né per la Consob, dopo il clamoroso passo indietro del candidato leghista Federico Freni, né per l’Antitrust. Il nome per il garante della Concorrenza e del marcato, in realtà, lo devono indicare di comune accordo i presidenti delle Camere, che ancora non avrebbero affrontato il tema ma sarebbero pronti a confrontarsi, probabilmente la prossima settimana. Con le nomine ancora in stallo (si profila all’orizzonte anche la battaglia per la successione a Giuseppe Busia all’Anac, ma c’è tempo fino a dopo l’estate), il Consiglio dei ministri intanto dà il via libera al rinnovo delle missioni internazionali. Nessuna novità, almeno per il momento, anche se sarà la relazione analitica al Parlamento a dettagliare quali siano le missioni, vecchie e nuove, che l’esecutivo intende portare avanti fino alla fine del 2026. Non ci può essere un riferimento allo Stretto di Hormuz: i cacciamine italiani sono già in Sicilia “pronti ad avvicinarsi” in qualsiasi momento, ricorda Crosetto. Ma serve quel cessate il fuoco che metta fine alla nuova guerra del Golfo che ancora non si vede davvero all’orizzonte. E in quel caso, comunque, ci sarebbe un passaggio ad hoc alle Camere. Nel frattempo però Crosetto freme. Aggiornare i dispositivi di difesa nazionale – anche per rispondere all’impegno preso in sede Nato – è la sua priorità. E in questi mesi ci sono state diverse riunioni, a vari livelli, con altri partner europei interessati al programma. Ma per il governo, come ha più volte detto Meloni e ha ribadito lo stesso Giorgetti non più tardi di un giorno fa al question time alla Camera, quella più urgente è la risposta al caro energia. Su cui è in corso una “serrata” trattativa con Bruxelles proprio per sfruttare gli spazi di flessibilità pensati al momento per difesa e sicurezza.
Che Roma vorrebbe estesi, almeno in parte, anche per far fronte ai rincari, primi fra tutti quelli dei carburanti – questione che Salvini avrebbe peraltro ribadito, nel confronto a tre, rinnovando la sua seria preoccupazione per lo sciopero dell’autotrasporto. Il ministro dell’Economia, comunque, dopo che Crosetto ha fatto sapere di avergli scritto “due volte” e di essere in attesa di “una risposta”, per sapere se a fine maggio potrà firmare i nuovi contratti di investimento, ufficialmente non reagisce. Ma giusto ieri, sempre al question time, aveva ricordato che anche Safe (all’Italia sono già stati riconosciuti 14,9 miliardi dal 2026 al 2030), rimane pur sempre un prestito. Cioè “un sistema di finanziamento non certo a costo zero”. E se anche ha “il vantaggio di consentire una dilazione in avanti nel tempo e tassi vantaggiosi”, implica comunque “l’obbligo della restituzione”. Tra l’altro la “quasi totalità dei programmi di spesa” che l’Italia pensa di finanziare con Safe “riguarda contratti già esistenti e tuttora in corso di esecuzione”, aveva spiegato il titolare del Mef. Cosa fare del resto, e in che tempi, è decisione politica. E spetterà alla premier – che si sarebbe confrontata post Cdm anche con il ministro della Difesa – fare una sintesi.

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