Piantedosi: proficua interlocuzione con Colle, fermo preventivo sempre stato cosìNel decreto sicurezza «viene introdotta la previsione del fermo di prevenzione. Preciso che l’interlocuzione con il Quirinale è stata sempre molto proficua, da ultimo ieri, ma è stata sempre molto proficua. Ci sono state giuste sottolineature ma il testo esce come era stato proposto sin dall’inizio». Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.Piantedosi: il fermo preventivo non è liberticidaIl fermo di prevenzione «non è una misura liberticida, in molti ordinamenti è presente, e c’è il rapporto con l’autorità giudiziaria, a cui viene comunicato che la persona è accompagnata in un ufficio di polizia e trattenuta fino a due ore. Se poi dovesse ravvisare che non ci sono le condizioni può disporre la liberazione: è stato sempre così nella nostra formulazione, conosciamo i limiti fissati dalla costituzione sulla limitazione della libertà personale» ha precisato il ministro dell’Interno spiegando che la norma attinge «a un’ipotesi di prevenzione molto pregnante, a condizioni indiziarie molto importanti sulla possibilità che possano essere compiuti in occasione di manifestazioni determinate fattispecie di reati, un po’ come abbiamo visto negli ultimi giorni».Piantedosi: la settimana prossima ddl immigrazione con blocco navalePiantedosi ha annunciato che «la settimana prossima ci sarà la valutazione di un più ampio pacchetto di norme sull’immigrazione, per dare supporto entro giugno all’entrata in vigore delle nuove norme europee sull’immigrazione. E ci sarà anche quello che giornalisticamente è chiamato blocco navale, ossia l’interdizione delle acque territoriali, con la possibilità, laddove esistono accordi con Paesi terzi sicuri, di trasferire persone in luoghi diversi per effettuare procedure asilo».Nordio: la nuova norma non è uno scudo penale perché non dà impunitàLa nuova norma introdotta dal decreto sicurezza «non è uno scudo penale, che invece vuol dire impunità: qui l’impunità non c’è per nessuno, quindi è una parola impropria». Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nella conferenza stampa al termine del Cdm, in merito al nuovo provvedimento contenuto nel decreto approvato, che istituisce un registro separato per i reati commessi con “causa di giustificazione”. «Abbiamo introdotto un principio che nasce da un equivoco di 50 anni fa. Quando 50 anni fa era stato introdotto l’istituto dell’avviso di reato poi diventato avviso di garanzia. L’istituto che era nato a garanzia dell’eventuale indagato si è trasformato in un’onta, in una condanna anticipata, sia da un punto di vista mediatico, sia professionale sia politico», ha aggiunto Nordio, precisando che la norma non riguarda solo gli agenti ma tutti i cittadini.Nordio: vogliamo evitare il ritorno delle Br«Cerchiamo, con un’attività di prevenzione, di evitare che quei tristi momenti si ripetano» ha detto il ministro della Giustizia riferendosi alle norme introdotte con il decreto sicurezza e al fenomeno delle Brigate rosse. Nordio ha precedentemente ricordato il fenomeno della Brigate rosse negli anni di piombo, un fenomeno «nato proprio per una insufficiente attenzione, anche da parte dello Stato, verso queste forme di aggressività odiosa nei confronti delle forze dell’ordine che era stata trascurata. Ricordiamo le espressioni “compagni che sbagliano” e “sedicenti brigate rosse”».







