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Mattarella: «Da Costituente venne principio elementare, “la Repubblica è di tutti”»

Redazione Notizie Italia di Redazione Notizie Italia
26/06/2026

Ascolta la versione audio dell’articolo«Ringrazio i Presidenti delle Camere per aver assunto l’iniziativa di rendere onore – alla presenza dei Presidenti del Consiglio di ministri e della Corte costituzionale – alle donne e agli uomini che, nella Assemblea Costituente – in questa Aula, dove si svolsero i suoi lavori – seppero dare forma alla libertà e alla democrazia degli italiani, all’indomani del referendum che scelse la Repubblica come ordinamento dello Stato, e furono capaci di garantirne l’indipendenza». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando giovedì 25 giugno nell’Aula della Camera per le celebrazioni degli 80 anni della prima seduta dell’Assemblea costituente. «Una classe dirigente non compromessa col regime fascista – regime che aveva messo a rischio la stessa unità d’Italia – fu in grado di assumere le responsabilità della transizione, in attesa del voto. Nonostante l’inettitudine manifestata dalla monarchia – ha ricordato il Capo dello Stato -, l’Italia non era terra di nessuno. Questo il merito di quelle donne e di quegli uomini».Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AIMattarella cita Matteotti e Rosselli, martiri assassinati dal fascismo«Nel discorso di insediamento della Consulta, il 25 settembre 1945, Carlo Sforza fece appello alla memoria di martiri assassinati dal fascismo, Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gramsci, Carlo e Nello Rosselli, per concludere che l’Italia avrebbe avuto un futuro identificando i suoi interessi con quelli di un’Europa pacificata e solidale», ha ricordato Mattarella. Il passaggio è stato accompagnato da scroscianti applausi.Loading…«Da Costituente venne principio elementare, “la Repubblica è di tutti”»«Una delle interpretazioni critiche del lavoro dell’Assemblea Costituente tendeva a presentare lo sforzo di dialogo e di sintesi, che lo contraddistinse, come un compromesso nel senso deteriore del termine, il cui esito si sarebbe tradotto in strutture fragili della Repubblica. Nulla più, secondo quei critici, di un baratto tra i principali protagonisti, la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito Comunista, ciascuno dei quali avrebbe puntato a salvaguardare visioni se non interessi propri. Al contrario, si obbediva a un principio elementare che si è, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini: la Repubblica è di tutti».«Con la Costituente rivoluzione pacifica da monarchia a Repubblica»«Fu il governo espressione delle forze della Resistenza, guidato da Ivanoe Bonomi – presidente del Comitato di Liberazione nazionale – a varare, con il Decreto luogotenenziale 151 del 1944, la cosiddetta Costituzione provvisoria, che faceva giustizia delle ambizioni della dinastia di mera continuità, per aprire, invece, la strada a una svolta istituzionale. Un passaggio – ha sottolineato Mattarella nel suo intervento alla Camera – che rappresentò l’atto di nascita del nuovo ordinamento italiano. Il percorso della nuova Italia sarebbe stato affidato al popolo, attraverso una Assemblea Costituente eletta a suffragio universale diretto e segreto “per deliberare la nuova Costituzione dello Stato”. Una rivoluzione pacifica che condusse alla transizione da monarchia a repubblica».«Da Costituzione stabilità a istituzioni e a collocazione internazionale»«I cinquecentotrentacinque uomini e le ventuno donne chiamate a far parte dell’Assemblea si sarebbero disposti, lavorando intensamente per 18 mesi, a ridare l’invocato volto all’Italia e il risultato sarebbe stato la Costituzione che ha assicurato nei trascorsi decenni stabilità alle istituzioni democratiche, alla collocazione internazionale dell’Italia e promosso il progresso del Paese», ha aggiunto il Capo dello Stato. «Paese legale e Paese reale, con il suffragio elettorale davvero universale, coincidevano per la prima volta nella storia nazionale», ha osservato.

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