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Ok al testo base della riforma elettorale, no dal campo largo

Redazione Notizie Italia di Redazione Notizie Italia
05/06/2026
Ok al testo base della riforma elettorale, no dal campo largo

Ancora avanti su binari paralleli. Il centrodestra fa un passetto verso la riforma della legge elettorale con l’adozione (con i soli propri voti) in commissione Affari Costituzionali alla Camera del ‘Bignami bis’ come testo base per l’esame. Le opposizioni si mantengono sulle barricate e studiano la strategia migliore per provare a smantellare una riforma che contestano nell’impianto e nel metodo.
Dopo il voto in commissione, che ha visto la contrarietà anche di Iv, +Europa e Azione, i leader del campo largo, si sono confrontati in una riunione via zoom. Un punto, quello tra Elly Schlein (che ha sentito prima anche Riccardo Magi), Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, nel quale sarebbe stata ribadita la linea della contrarietà a un testo considerato incostituzionale anche dopo le limature messe in campo dal centrodestra a fine maggio.
L’idea emersa è poi quella di un coordinamento per le prossime fasi d’esame a partire dagli emendamenti che, nell’idea di molti, dovranno essere, principalmente soppressivi. Non totalmente, però: da Magi (che è stato invitato dal centrodestra a presentare via emendamento la sua proposta sulle sottoscrizioni online) arriverà una proposta di modifica per il ripristino del Mattarellum.
Fratelli d’Italia, intanto, difende il suo testo. “Ha un impianto efficace e coerente”, evidenzia Angelo Rossi, relatore e sherpa della maggioranza in materia. “Abbiamo accolto molte osservazioni degli auditi che coincidono con richieste delle opposizioni”, dice la ministra Elisabetta Casellati che attacca i “no a prescindere” che “non aiutano il dibattito” del centrosinistra.
Le opposizioni appaiono comunque decise nel no alla riforma e si compattano su questo fino ad Az. Le critiche sono sia sull’impianto della riforma, a partire dalle liste tutte bloccate, sia sul metodo. E così, quando, dopo l’adozione del testo base, in commissione il presidente Nazario Pagano propone un calendario piuttosto serrato con il termine per gli emendamenti dopo appena quattro giorni, l’8 giugno, i componenti delle opposizioni saltano sulla sedia e vanno all’attacco. “Non aspettatevi la nostra collaborazione”, attacca la Dem Simona Bonafé e a criticare sono tutti gli esponenti della minoranza presenti.
“Una tempistica inaudita e provocatoria”, sottolineano in una nota sottoscritta da Bonafè, Filiberto Zaratti, Alfonso Colucci, Maria Elena Boschi, Riccardo Magi e Matteo Richetti. Alla fine, dopo un braccio di ferro, il presidente Pagano accorda una dilazione: il termine slitta a giovedì 11 alle 12. Dal 16 al 23 giugno verranno poi esaminati e il testo arriverà in Aula il 26 per la discussione generale e il voto a luglio con tempi contingentati.
Pochi gli aggiustamenti che potrebbero arrivare dalla maggioranza che mantiene l’obiettivo di provare a portare a casa la riforma, anche al Senato, entro l’estate. Si riparte dunque dal testo del Bignami bis: un proporzionale con premio di maggioranza per la lista o coalizione di liste che abbia superato il 42% e ottenuto il maggior numero di voti. Il premio è di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato con un tetto massimo complessivo di 220 a Montecitorio e 113 a Palazzo Madama.
Qualche ulteriore modifica potrà arrivare in commissione mentre il confronto sulle preferenze dovrebbe essere rimandato all’Aula. E c’è già chi promette battaglia: “lo scandalo di questa proposta e del Rosatellum – dice Roberto Vannacci – è aver tolto la possibilità di esprimere le preferenze. Mi batterò in ogni sede per restituire sovranità ai cittadini”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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