Faccia a faccia con TrumpMa nei contatti Roma-Washington nelle prossime ore lo scenario potrebbe cambiare. Se si aprisse la possibilità di un faccia a faccia con il presidente degli Stati Uniti la missione avrebbe un altro peso. L’ultimo confronto con Trump reso pubblico da Meloni risale a circa tre settimane fa, quando la premier ha chiarito al presidente americano gli “oggettivi problemi costituzionali” dell’Italia ad aderire al Board, chiedendogli di “riaprire la sua configurazione”.Il confronto in ParlamentoSi lavora anche al testo delle comunicazioni di Tajani, che saranno seguite dalla votazione delle risoluzioni, in modo che la maggioranza possa dare il mandato politico all’esecutivo. La scelta di presentarsi in Parlamento è stata presa dal governo dopo un confronto tra lo stesso ministro e la premier. In mattinata Montecitorio e Palazzo Madama hanno avviato i contatti con i capigruppo per calendarizzare l’appuntamento. Con fonti della Presidenza del Senato che rilevavano “la irritualità” della richiesta di un passaggio parlamentare avanzata da Pd, M5s e Avs “solo a mezzo stampa (quasi fosse più una petizione di principio che una effettiva richiesta)”.Il dibattito politicoDi certo le opposizioni contestano la scelta dell’esecutivo di aderire all’iniziativa di Trump. «Mi chiedo fino a che punto Meloni voglia umiliare la tradizione diplomatica di questo Paese per non scontentare Trump – attacca la segretaria del Pd Elly Schlein -. Quello che sta facendo aggira la Costituzione, che dice che l’Italia non può partecipare a degli organismi sovranazionali non in condizioni di parità». Nicola Fratoianni, di Avs, diffida il governo dal «portare l’Italia in un luogo che non ha nulla che vedere con la pace, un comitato d’affari e di speculazione immobiliare su Gaza mentre Israele viola la tregua e continua con la pulizia etnica e l’apartheid». Sono “polemiche pretestuose”, replica dalla maggioranza Maurizio Lupi: «Partecipare come osservatori – sostiene il leader di Nm – non pone problemi costituzionali, tiene aperto un importante canale di dialogo, anche europeo, con gli Stati Uniti, rafforza il ruolo dell’Italia sullo scenario internazionale e, soprattutto, può essere utile per accelerare il processo di pace in Medio Oriente, portando avanti la linea dei “due popoli due Stati”».Opposizioni lavorano a risoluzione unitaria contro Board of PeaceA quanto si apprende l’opposizione parlamentare sta lavorando ad una risoluzione unitaria contro l’ingresso in ogni forma dell’Italia nel Board of Peace che potrebbe anche essere allargata rispetto al nucleo Pd-M5s-Avs. Ci sarebbero contatti in corso anche con Iv e Più Europa. Anche Azione, che sarebbe stata sondata, è contraria alla partecipazione al Board of Peace ma ha preparato una sua risoluzione. Il documento dei calendiani, già pronto, impegna il governo “a non partecipare in nessuna forma alle riunioni del Board of Peace; a non legittimarne, neppure indirettamente, le attività”. Altro obiettivo è che l’Italia operi “d’intesa con l’Unione europea e con gli altri partner internazionali perché gli obiettivi inizialmente indicati dal piano di pace per Gaza dopo la liberazione degli ostaggi – disarmo di Hamas, amministrazione transitoria di un comitato palestinese sotto la supervisione e il sostegno internazionale di un Board of Peace a guida statunitense, sviluppo e ricostruzione della Striscia, avvio del processo verso la costruzione di uno stato palestinese – non diventi un alibi per le mire affaristiche e predatorie di Donald Trump, dei suoi soci e dei suoi familiari”.Loading…






