• Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy
Tech News, Magazine & Review WordPress Theme 2017
  • Home
  • Primo Piano
  • Cronaca Italiana
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Politica
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Primo Piano
  • Cronaca Italiana
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Politica
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Notizie-Italia
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Economia Italiana

Euro ai minimi da tre mesi: chi paga il conto del dollaro forte

Redazione Notizie Italia di Redazione Notizie Italia
30/09/2026
Euro ai minimi da tre mesi: chi paga il conto del dollaro forte

L’euro perde terreno proprio mentre petrolio e rendimenti obbligazionari tornano a salire. Nelle prime contrattazioni del 29 settembre la valuta unica si muove intorno a 1,1367 dollari, sui livelli più bassi degli ultimi tre mesi. Il dollaro, invece, è vicino ai massimi da due mesi e il Brent resta nell’area dei 106 dollari al barile.
Il movimento può sembrare distante dalla vita quotidiana, ma il tasso di cambio indica quanti dollari si possono ottenere con un euro. Quando il valore scende, diventano più costosi gli acquisti effettuati nella valuta americana. L’effetto riguarda il petrolio importato, i viaggi negli Stati Uniti e gli acquisti online, ma anche gli investimenti in azioni ed ETF internazionali.
Non tutti, però, ci rimettono. Un euro meno forte può favorire le imprese europee che vendono negli Stati Uniti e aumentare, almeno temporaneamente, il valore in euro di un investimento in dollari. Per capire chi guadagna e chi perde bisogna distinguere tra prezzo dell’attività e rischio valutario.

Perché l’euro sta scendendo contro il dollaro
Il cambio di riferimento pubblicato dalla Banca centrale europea il 28 settembre era pari a 1,1378 dollari per euro. Nelle ore successive la quotazione è scesa fino a circa 1,1367.
A rafforzare il dollaro è, soprattutto, il ritorno dei rendimenti statunitensi su livelli che non si vedevano dal 2007. Il Treasury decennale ha superato il 5,27%, mentre quello a due anni si è avvicinato al 5%. Il mercato considera, quindi, possibile che la Federal Reserve mantenga i tassi elevati e proceda con nuovi rialzi per contrastare le pressioni inflazionistiche.

Tassi e rendimenti più alti possono attirare capitali verso gli Stati Uniti, aumentando la domanda di dollari. Sull’altra sponda dell’Atlantico, la Bce appare più prudente: il divario nelle aspettative sulle due banche centrali penalizza l’euro.
A questo si aggiunge il petrolio. Il greggio sopra 100 dollari riaccende il rischio inflazione, ma l’Europa è importatrice netta di energia e risente maggiormente di un aumento dei costi. Il risultato è una combinazione scomoda: energia cara e valuta meno favorevole con cui acquistarla.
Quanto pesa il cambio sul prezzo del petrolio
Secondo Eurostat, nel 2025 l’86,7% delle importazioni europee di prodotti petroliferi è stato fatturato in dollari. Per questo il prezzo del greggio non basta a spiegare quanto paga realmente l’Europa.
Ipotizzando un barile fermo a 106 dollari, il suo costo in euro cambia così:

Cambio euro-dollaro
Costo di un barile da 106 dollari

1 euro = 1,20 dollari
88,33 euro

1 euro = 1,16 dollari
91,38 euro

1 euro = 1,1367 dollari
93,25 euro

Rispetto a un cambio di 1,20, lo stesso barile costa quasi 5 euro in più, pur senza alcun aumento della quotazione in dollari. È il meccanismo attraverso il quale il deprezzamento della valuta può amplificare uno shock energetico.
Questo non significa che benzina e gasolio aumenteranno immediatamente nella stessa proporzione. Come mostra l’approfondimento di QuiFinanza su come si forma il prezzo dei carburanti, alla pompa incidono anche quotazioni dei prodotti raffinati, costi di trasporto, distribuzione, margini, Iva e accise.
Il cambio rappresenta, quindi, una pressione aggiuntiva, non una previsione automatica sul prezzo finale.
Viaggi e acquisti in dollari diventano più costosi
L’effetto è più diretto per chi deve pagare alberghi, voli interni, ristoranti o prodotti negli Stati Uniti. A parità di prezzo in dollari, servono più euro.

Spesa negli Stati Uniti
Con cambio a 1,20
Con cambio a 1,16
Con cambio a 1,1367

1.000 dollari
833 euro
862 euro
880 euro

3.000 dollari
2.500 euro
2.586 euro
2.639 euro

Una spesa di 3.000 dollari costa circa 139 euro in più rispetto a quando il cambio è 1,20. La simulazione non comprende commissioni bancarie, maggiorazioni applicate alle carte e costi di conversione, che possono ampliare ulteriormente la differenza.
La regola pratica è controllare quale cambio applica la banca e, quando un terminale propone di pagare in euro anziché nella valuta locale, confrontare attentamente le condizioni. La conversione automatica offerta dall’esercente può includere un margine poco conveniente.
Cosa succede a ETF e investimenti in dollari
Per un risparmiatore italiano, un dollaro più forte può, invece, rappresentare un vantaggio. Se un’attività statunitense mantiene invariato il proprio prezzo in dollari, il suo valore convertito in euro aumenta.
Chi possiede azioni americane oppure un ETF che replica un indice internazionale può, quindi, ottenere due risultati distinti:

la variazione dell’indice o dei titoli acquistati
la variazione del cambio tra euro e dollaro.

Un ETF quotato a Piazza Affari in euro non è necessariamente protetto dalle oscillazioni valutarie. Conta la moneta delle attività presenti nel fondo, non soltanto quella utilizzata per acquistarne le quote.
Quali imprese possono guadagnare e quali rischiano
Un euro più debole tende a favorire le aziende europee che vendono in dollari ma sostengono gran parte dei costi in euro. Convertendo i ricavi americani, possono registrare un importo maggiore nei propri bilanci.
Il vantaggio non è uguale per tutti. Molti gruppi producono direttamente negli Stati Uniti, acquistano componenti in dollari oppure utilizzano strategie di hedging per limitare le oscillazioni dei cambi. Le coperture rendono i risultati più prevedibili, ma ritardano anche gli effetti positivi o negativi del movimento valutario.
Sono maggiormente esposte, invece, le imprese che importano energia, materie prime o componenti pagati in dollari e vendono soprattutto sul mercato europeo. Se non riescono a trasferire i maggiori costi sui prezzi, il rischio è una riduzione dei margini.
Cosa può accadere adesso
Il cambio dipenderà soprattutto dai dati americani su lavoro e inflazione, dalle decisioni della Federal Reserve e dall’andamento del petrolio. Numeri economici ancora robusti rafforzerebbero l’ipotesi di nuovi rialzi dei tassi negli Stati Uniti, offrendo ulteriore sostegno al dollaro. Un rallentamento più netto potrebbe, invece, ridurre la pressione sull’euro.
Per famiglie e investitori, il livello di 1,1367 è il segnale che il cambio è tornato a incidere sulle decisioni economiche.

Articoli Correlati

Classe media al discount: perché gli italiani cambiano modo di spendere
Economia Italiana

Classe media al discount: perché gli italiani cambiano modo di spendere

09/10/2026
BOT annuali, nuova asta MEF da 8 miliardi scadenza nel 2027: quanto si può investire
Economia Italiana

BOT annuali, nuova asta MEF da 8 miliardi scadenza nel 2027: quanto si può investire

09/10/2026
Lo spread risale a 120 punti, rendimenti dei Btp in crescita al 4,70%
Economia Italiana

Lo spread risale a 120 punti, rendimenti dei Btp in crescita al 4,70%

09/10/2026
Spread a 111 punti, Btp e Bund si riavvicinano: cosa sta cambiando sui mercati
Economia Italiana

Spread a 111 punti, Btp e Bund si riavvicinano: cosa sta cambiando sui mercati

08/10/2026
Succ.
Spread ancora in crescita a 96 punti base, rendimenti al 4,60%: oggi l’ultima asta di settembre

Spread ancora in crescita a 96 punti base, rendimenti al 4,60%: oggi l’ultima asta di settembre

Ultime Notizie.

Debito pubblico oltre 3.200 miliardi, nuovo record: +136 miliardi in un anno. Spread a 78

Debito pubblico oltre 3.200 miliardi, nuovo record: +136 miliardi in un anno. Spread a 78

15/08/2026
Carburanti, governo proroga sconto sulle accise fino al 5 settembre. Tensioni Fi-Lega su extraprofitti

Carburanti, governo proroga sconto sulle accise fino al 5 settembre. Tensioni Fi-Lega su extraprofitti

27/08/2026
Perù, Fujimori conferma l’incontro con l’imprenditore argentino Valenzuela

Perù, Fujimori conferma l’incontro con l’imprenditore argentino Valenzuela

25/08/2026
L’AfD trionfa col 44% in Sassonia-Anhalt, chi è Ulrich Siegmund: “L’uomo più pericoloso della Germania”

L’AfD trionfa col 44% in Sassonia-Anhalt, chi è Ulrich Siegmund: “L’uomo più pericoloso della Germania”

07/09/2026
Dritto e Rovescio, Mario Giordano conduttore al posto di Paolo Del Debbio: “Una lieve indisposizione”

Dritto e Rovescio, Mario Giordano conduttore al posto di Paolo Del Debbio: “Una lieve indisposizione”

11/09/2026
  • Home
  • Primo Piano
  • Cronaca Italiana
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Politica

© 2023 Notizie-Italia.it

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Primo Piano
  • Cronaca Italiana
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Politica

© 2023 Notizie-Italia.it