Il presidente boliviano Rodrigo Paz
ha annunciato l’abolizione delle contrattazioni dirette nello
Stato, definendo la misura “un attacco diretto a un’ideologia
della corruzione”. Con il decreto supremo 5600, il governo ha
revocato in via definitiva 161 norme che consentivano
l’assegnazione di contratti pubblici senza gara. Secondo
l’esecutivo, il nuovo provvedimento impone che gli acquisti
statali avvengano solo attraverso procedure competitive e
trasparenti, in linea con le regole ordinarie
dell’amministrazione pubblica.
Il ministro della presidenza, José Luis Lupo, ha spiegato che
il decreto punta a eliminare i meccanismi di assegnazione
discrezionale, aumentare la trasparenza e avviare audit sulle
precedenti gestioni per accertare eventuali irregolarità. Il
governo ha inoltre ordinato a tutti i ministeri di riesaminare i
contratti diretti del passato. Contestualmente, rendono noto i
principali media boliviani, l’esecutivo ha annunciato la
riattivazione degli acquisti all’estero con carte bancarie,
finora limitati, per oltre 2,7 milioni di utenti.
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