Il vicepresidente brasiliano
Geraldo Alckmin ha escluso che il governo di Luiz Inácio Lula da
Silva intenda rispondere con ritorsioni ai nuovi dazi del 25%
imposti dagli Stati Uniti sulle esportazioni brasiliane, in
vigore da domani. “L’idea non è la rappresaglia. Occhio per
occhio rischia di lasciare tutti ciechi”, ha dichiarato al
termine di un incontro con i rappresentanti dei settori
produttivi colpiti dalle misure statunitensi.
Alckmin ha spiegato che la legge sulla reciprocità
commerciale, approvata all’unanimità dal Parlamento, resta uno
degli strumenti a disposizione dell’esecutivo, ma serve a
correggere eventuali “ingiustizie”, non ad alimentare
un’escalation commerciale. Il governo continuerà quindi a
puntare sul dialogo con Washington e sul coinvolgimento delle
imprese statunitensi che intrattengono rapporti commerciali con
il Brasile. Intanto il governo verdeoro prosegue le
consultazioni con i comparti più esposti per valutare l’impatto
dei dazi su costi, occupazione e competitività.
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