Il Brasile schiera anche le
banche nella lotta contro la deforestazione amazzonica. Da ieri
una nuova norma obbliga gli istituti di credito a verificare,
tramite dati satellitari ufficiali, se i richiedenti di prestiti
rurali hanno disboscato terreni dal 2019 in poi. In caso di
irregolarità, gli agricoltori dovranno dimostrare di avere
autorizzazioni valide per ottenere finanziamenti pubblici
agevolati.
La misura, riferiscono i principali media locali, riguarda
circa 53 miliardi di dollari di credito sovvenzionato e punta a
colpire i responsabili del disboscamento illegale agendo sul
fronte finanziario. Il governo del presidente Luiz Inácio Lula
da Silva la presenta come uno strumento chiave per centrare
l’obiettivo di azzerare la deforestazione entro il 2030.
Forti però le proteste del settore agroindustriale, che
denuncia possibili errori nei sistemi di monitoraggio e un
eccesso di responsabilità scaricato sugli istituti bancari.
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