• Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy
Tech News, Magazine & Review WordPress Theme 2017
  • Home
  • Primo Piano
  • Cronaca Italiana
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Politica
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Primo Piano
  • Cronaca Italiana
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Politica
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Notizie-Italia
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Esteri

Iran, ambasciatore Sequi: ”Negoziato a Islamabad parte fragilissimo, ma interesse parti tenerlo acceso”

Redazione Notizie Italia di Redazione Notizie Italia
11/04/2026
Iran, ambasciatore Sequi: ”Negoziato a Islamabad parte fragilissimo, ma interesse parti tenerlo acceso”

“Ci possiamo aspettare certamente un incontro molto difficile tra due Paesi che hanno voluto questa tregua come una propria vittoria, pur essendo entrambi molto provati dalla guerra”. Lo dice all’Adnkronos l’ambasciatore Ettore Sequi, ex segretario generale della Farnesina, alla vigilia dell’avvio dei negoziati tra Stati Uniti e Iran a Islamabad. “È un negoziato che parte fragilissimo però entrambe le parti hanno interesse a tenerlo acceso e a non mostrarsi responsabili di un eventuale fallimento”, avverte Sequi, secondo il quale il negoziato nasce già segnato da profonde divergenze. “Gli Stati Uniti – spiega l’ex ambasciatore a Pechino – immaginano una tregua funzionale a stabilizzare il sistema, riaprire Hormuz e contenere l’Iran, mentre Teheran la utilizza come leva per consolidare la propria legittimità come regime e come potenza regionale”. Obiettivi “abbastanza incompatibili”, che rendono il confronto complesso ma non destinato a fallire nel breve: “Entrambi non hanno interesse a far saltare il negoziato”, ha osservato, ipotizzando anche una possibile estensione della tregua oltre i 15 giorni iniziali.

Il ruolo di Israele
Un ulteriore elemento di fragilità, ha spiegato l’ambasciatore, è rappresentato da Israele, definito il ‘fantasma’ che aleggerà sulla stanza”, che “non siede al tavolo ma può determinarne il destino”. “A una crisi locale come il Libano può corrispondere uno shock globale come Hormuz”, ha sottolineato, evidenziando come il controllo dello Stretto sia ormai “politicizzato”, con Teheran che esercita “un regime di autorizzazione, intimidazione e controllo politico ed economico” sulla navigazione. In questo quadro, ha aggiunto, “Trump sta scoprendo il limite della tregua: c’è stato il cessate il fuoco, ma non il ripristino della libertà di navigazione”.
Le delegazioniSulla composizione delle delegazioni, Sequi ha parlato di un segnale politico rilevante: la presenza del vicepresidente JD Vance indica “un livello molto alto” e comporta “di fatto una legittimazione del regime iraniano”. Allo stesso tempo, riflette anche dinamiche interne americane: Vance è “il referente della base Maga, così fondamentale per Trump ma che già comincia a mostrare crepe”. “Rispetto al segretario di Stato Rubio – ha aggiunto l’ambasciatore – Vance è un soggetto che non ha fatto mistero fin dall’inizio, addirittura fin dalla campagna elettorale, di non essere particolarmente convinto dell’opportunità di un attacco all’Iran”.I nodi sul tavoloQuanto ai contenuti, Sequi ritiene che il dossier libanese resti centrale ma difficilmente risolvibile nell’immediato: “Non c’è nemmeno un accordo sui punti da discutere”, ha spiegato, legando direttamente la questione alle tensioni nello Stretto di Hormuz. Israele, infatti, “non considera concluso il confronto finché non avrà inflitto un colpo decisivo a Hezbollah e e finché non ha il controllo della zona cuscinetto che va dal confine fino al fiume Litani”. “Finché loro non controllano quella zona là c’è un problema”, ha evidenziato l’ambasciatore. La posizione della Cina
Infine, sull’ipotesi di un ruolo della Cina nel favorire il negoziato, evocata dal presidente Donald Trump, Sequi sottolinea come la dinamica sia “molto interessante”. “Contrariamente ad altri dossier come Gaza, qui la Cina ha una convenienza diretta”, legata soprattutto alla sicurezza energetica: “Importa il 40% del proprio petrolio dal Golfo e una quota significativa dall’Iran”. Pechino, ha spiegato, agisce anche indirettamente attraverso il Pakistan e punta a ottenere un duplice vantaggio: “Aiutare Trump a uscire dal vicolo cieco o semicieco in cui si è infilato” e rafforzare la propria immagine internazionale. “I cinesi si stanno profilando come una potenza prevedibile, responsabile e attenta alla pace, a differenza dell’imprevedibilità e aggressività americane”, ha concluso, evidenziando come da questa crisi possano uscire “in attivo sia sul piano energetico sia su quello geopolitico, anche in termini di soft power”. (di Valerio Sarsini Novak)

Articoli Correlati

Trump, nuovo attacco all’Italia: “Gli Usa per voi non ci saranno”
Esteri

Trump, nuovo attacco all’Italia: “Gli Usa per voi non ci saranno”

17/04/2026
Il mistero del super drone Usa (da 240 milioni) sparito nel Golfo Persico
Esteri

Il mistero del super drone Usa (da 240 milioni) sparito nel Golfo Persico

17/04/2026
Voli a rischio in Europa tra 6 settimane? Crisi di Hormuz e effetto sul traffico aereo
Esteri

Voli a rischio in Europa tra 6 settimane? Crisi di Hormuz e effetto sul traffico aereo

17/04/2026
L’Fmi ristabilisce le relazioni con il Venezuela
Esteri

L’Fmi ristabilisce le relazioni con il Venezuela

17/04/2026
Succ.
Iran, Bremmer: “Il negoziato di Islamabad è costruito sulla sabbia”

Iran, Bremmer: "Il negoziato di Islamabad è costruito sulla sabbia"

Ultime Notizie.

Meloni: «Guerra all’Iran fuori da diritto». Salta subito il tavolo con le opposizioni

12/03/2026
Cavie virtuali al posto degli animali, l’Agenzia europea del farmaco pronta a testare nuovo metodo

Cavie virtuali al posto degli animali, l’Agenzia europea del farmaco pronta a testare nuovo metodo

01/04/2026
Colombia: aereo militare precipitato in Amazzonia, sale a 34 il bilancio dei morti

Colombia: aereo militare precipitato in Amazzonia, sale a 34 il bilancio dei morti

24/03/2026

Referendum, vittoria del No con il 54%. Meloni: rispettiamo la decisione degli italiani. Schlein: c’è maggioranza alternativa, disponibile a primarie

24/03/2026
Attacco in Iran, l’analisi del generale Tricarico: “Drone su Cipro? Ipotesi guerra in Europa da scartare”

Attacco in Iran, l’analisi del generale Tricarico: “Drone su Cipro? Ipotesi guerra in Europa da scartare”

03/03/2026
  • Home
  • Primo Piano
  • Cronaca Italiana
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Politica

© 2023 Notizie-Italia.it

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Primo Piano
  • Cronaca Italiana
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Politica

© 2023 Notizie-Italia.it