La ministra dell’Ambiente
brasiliana Marina Silva ha annunciato le dimissioni dal governo
di Luiz Inácio Lula da Silva per candidarsi al Congresso nelle
elezioni del 4 ottobre, come previsto dalla legge elettorale che
impone ai ministri di lasciare l’incarico sei mesi prima del
voto. Al suo posto arriverà João Paulo Ribeiro Capobianco,
attuale segretario esecutivo del dicastero.
Figura simbolo della lotta alla deforestazione e della
diplomazia climatica brasiliana, Silva ha rivendicato di aver
“ricostruito e rilanciato” la politica ambientale del Paese dopo
gli anni di arretramento sotto Jair Bolsonaro. Dal 2022, secondo
i dati citati da osservatori del settore, la perdita di foresta
amazzonica è calata di oltre il 50%, mentre sono stati
rafforzati anche i controlli nel Cerrado e le politiche contro
gli incendi. Resta però aperto il fronte politico, secondo i
principali media brasiliani, visto che durante il suo mandato
non sono mancati attriti con il Parlamento e con lo stesso Lula,
soprattutto sul tema delle grandi opere e delle trivellazioni
petrolifere alla foce del Rio delle Amazzoni.
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